della satira, dell'informazione, dell'odio, della libertà
Io spesso ho contestato Obama; in questo anno di vita del mio blog gli ho messo il cappello da asino in testa numerose volte, l’ho preso in giro, ho paragonato ironicamente il suo discorso a Berlino a quello di Hitler, l’ho chiamato mulatto, fratello nero, Hussein… perché non lo reputo granché politicamente, e quindi mi sembrava il caso di stemperare questa mania mediatica un po’ troppo gonfiata. Attaccandolo sui punti deboli, sugli scheletri nell’armadio, come mi piace fare, cercando di essere graffiante, scorretto, ma anche onesto. Ma mai ho scritto righe come queste seguenti trasudanti di odio profondo contro di lui. Perché è nero? No, peggio. Perché è colpevole di essere americano, anzi “amerikano”, e sopratutto amico di Israele:
“Bene, sia come sia, se sarà eletto, il primo presidente negro americano, finito che avrà di strusciarsi con Zion e l’apparato industrial-militare che evidentemente gli ha dato luce verde, dovrà fare i conti con una spaventosa recessione che giorno dopo giorno diventa sempre più mortale, unita alla sconfitta che verrà, indipendentemente dal suo sciocco ottimismo, dai campi di battaglia che vedono impegnato il suo Paese che sognava ma ora delira nell’incubo sanguignolento irakeno, afghano e prossimamente iraniano, svegliato di tanto in tanto dai rumori di incendi e tempeste che come anticipo di punizione divina martoriano quello stanco paese che ancora crede di essere il centro del mondo.”
Non vi dirò dove ho letto questo delirio proto-nazista. Non mi farò strumento di propaganda fascista. Ovviamente, è su una pagina che fa finta di non essere parte di quella peggiore e maledetta sinistra che ha affossato il continente europeo nell’ultimo secolo, rendendolo il fantasma di se stesso. Una pagina che con la scusa di fare controinformazione fa propaganda terzomondista/fantascientifica e disinformazione costante (in quelle poche righe le castronerie scritte sono almeno due, ad esempio).
Se Obama verrà eletto (nonostante io speri, politicamente, di no per i motivi che ho scritto qui) in ogni caso avrà i miei migliori e più sinceri auguri e la più ferma e rigorosa contestazione di ogni virgola che non mi piacerà di ogni sua singola proposta (lo stesso vale per McCain, of course).
Perché le divergenze politiche, l’informazione e la satira anche cattiva non sono la stessa cosa dell’odio, e non devono da esso essere contaminate. Mai. Informazione e satira provengono dall’intelletto e dalla conoscenza, l’odio dall’ignoranza. L’odio è la negazione di satira e informazione. Sempre.
In un paese come l’Italia dove la vera informazione non esiste, dove divergenza politica vuol dire idolatrare od odiare il capo di uno schieramento a prescindere da quello che propone, dove la satira è solo un insulto personale che non fa ridere nessuno tranne quattro fessacchiotti in una piazza che non capiscono neanche cosa si stia dicendo, forse prima di avere la pretesa di dare lezioni a qualcuno bisognerebbe imparare le basi di ciò che si sta facendo.
Non posso neanche augurarmi che venga negato il diritto di parola a questa gente che odia 250 milioni di americani e 7 milioni ebrei solo perché hanno l’ardire di esistere. Ma rientra nello stesso diritto di parola denunciarli come nazisti.
Buon proseguimento di campagna elettorale, candidato Obama. Continuerò a dire peste e corna di ogni tua mossa che non mi piacerà. Penso tu sarai un pessimo presidente, ma sono pronto a ricredermi, se con i fatti mi dimostrerai che mi sbagliavo. E pur contestandoti aspramente, sarò pronto con le mie parole a difenderti da chi ti odia perché sei nero, o perché sei americano, o perché sei amico di Israele.
Viva gli uomini liberi.
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è un film che aspetto con ansia